Il 2016 per le costruzioni è l’anno delle occasioni mancate (da: Sole 24 ore online)

Lug 14, 2016
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Fonte: ilsole24ore.com

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Il 2016 per le costruzioni è l’anno delle occasioni mancate. È quanto ha spiegato stamattina a Roma l’Ance, nel corso della presentazione del suo osservatorio congiunturale.

Se alla fine dello scorso anno era stata stimata una crescita degli investimenti pari all’1%, la dura realtà degli ultimi mesi ha portato i costruttori a rivedere al ribasso questa ipotesi: non andremo oltre un “trascurabile” +0,3 per cento. Principalmente, a causa dell’effetto negativo che il nuovo codice appalti sta avendo sul mercato e della difficoltà di utilizzo della clausola europea per gli investimenti. E per il 2017, se non ci saranno interventi, lo scenario potrebbe essere addirittura peggiore: -1,2%, con un calo di oltre tre punti per le opere pubbliche.

Le previsioni di fine 2015
L’osservatorio di oggi prende le mosse dai dati presentati a fine 2015, all’indomani dell’approvazione dell’ultima legge di Stabilità. Sei mesi fa l’Ance aveva previsto, dopo otto anni di calo consecutivo degli investimenti, una vera e propria svolta nel 2016: crescita dell’1%, messa a segno anche grazie agli stimoli che arrivavano dalla manovra. Fondi per le opere pubbliche, cancellazione del Patto di Stabilità e clausola europea per gli investimenti, ma anche detrazioni fiscali e abolizione della Tasi sul fronte privato, avrebbero dovuto portare un impatto molto positivo sul settore.

Occasione mancata
Quelle previsioni non sono state confermate e oggi l’Ance, guardando a questo primo scampolo del 2016, parla di «occasione mancata per la ripresa». L’occupazione nel settore, nel primo trimestre, si riduce di un ulteriore 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il bilancio complessivo dei posti di lavoro persi nelle costruzioni dall'inizio della crisi è di 580mila unità, che diventano 800mila considerando anche i settori collegati. In maniera perfettamente simmetrica, tra il 2008 e il 2014 il settore dell’edilizia ha perso centinaia di migliaia di imprese.

Stime al ribasso
Così, le stime di fine 2015 sugli investimenti sono state clamorosamente smentite. Oggi il risultato del +1% per i costruttori «non sembra più raggiungibile».
Secondo le nuove stime, gli investimenti in costruzioni per il 2016 segneranno un +0,3%, un aumento definito “trascurabile”. Il settore sarà trasversalmente afflitto da una crescita stagnante: gli investimenti pubblici viaggiano al ritmo del +0,4 per cento. Male le nuove abitazioni (-3,4%), anche se ormai si tratta di un trend consolidato. Mentre le manutenzioni straordinarie dovrebbero crescere dell'1,9% (+1,3 miliardi), rappresentando la parte più vitale del mercato.

“Effetto codice” sulle opere pubbliche
Preoccupa soprattutto il fronte delle opere pubbliche. «Le difficoltà di un pieno utilizzo della clausola di flessibilità e l’entrata in vigore del nuovo codice – spiega l’associazione - hanno frenato bruscamente la ripresa». Pesa, in questo senso, molto la contrazione registrata con l’entrata in vigore delle nuove regole sugli appalti. A maggio c’è stata una riduzione del 75,1% in valore rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, confermata anche a giugno. Segnali di speranza arrivano, invece, dall’immobiliare: il 2015 si è chiuso con un incremento del 6,5% delle compravendite.
Restano, infine, problemi sull’accesso al credito (i finanziamenti per investimenti sono calati nei primi tre mesi dell’anno dell'11,1 per cento) e sui pagamenti della Pa: le imprese che lavorano nelle opere pubbliche vengono pagare mediamente dopo 168 giorni, contro i 60 previsti dalla normativa.

Le previsioni 2017
In questo scenario, nel 2017 le previsioni, basandosi sullo status quo, ci mostrano una nuova flessione dei livelli produttivi dell’1,2% in termini reali su base annua, con una riduzione del 3,6% delle opere pubbliche, del 3% della nuova edilizia residenziale e dello 0,2% nel comparto delle ristrutturazioni. Per scongiurare questa ipotesi servirebbero quattro interventi: periodo transitorio nel codice appalti, potenziamento degli incentivi per ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche, norme per favorire la demolizione con ricostruzione degli edifici e proroga per un triennio della detrazione Irpef pari al 50% dell’Iva dovuta sull'acquisto di abitazioni in classe A o B. Se dovessero arrivare questi interventi, per il settore delle costruzioni la previsione Ance per il 2017 è di una crescita dei livelli produttivi dell’1,1% in termini reali su base annua.



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